Orientarsi nel Piano Triennale della Ricerca 2026 – 2028
Dal 21.05.2026 al 21.07.2026
È una novità nel panorama della ricerca scientifica italiana l’introduzione di un Piano Triennale della Ricerca con programmazione strutturata di risorse, bandi e tempistiche. Una notizia positiva perché consentirà a chi si occupa di ricerca di base e applicata, di lavorare in ottica di programmazione delle attività e dei progetti, con un riferimento a un quadro normativo e procedurale meno frammentato. Questo nuovo metodo comporterà un vero e proprio cambio di paradigma per molti, richiedendo, e permettendo, una maggiore attività preparatoria e una pianificazione più strutturata delle attività. Anche questa rappresenta una delle trasformazioni che si stanno osservando nell’operatività quotidiana: una crescente sinergia e collaborazione tra personale di ricerca e di amministrazione, il cui ruolo supera il mero supporto tecnico per assumere competenze anche di programmazione e pianificazione strategica.
Vediamo brevemente in cosa consiste il Piano, per conoscerlo al meglio ed essere pronti nel momento in cui saranno pubblicati nuovi bandi.
In cosa consiste il Piano Triennale della Ricerca?
Il MUR ha deciso di pianificare strategicamente la ricerca per il prossimo triennio 2026 – 2028 (in allineamento con i piani strategici dipartimentali) pubblicando e programmando in anticipo le risorse destinate al piano e ai singoli programmi.
Il Piano è previsto dalla normativa introdotta con la Legge di Bilancio per l’anno finanziario del 2026 e lavorerà in sinergia con il Documento di Economia e Finanza (DEF) e con gli altri documenti di programmazione, ovvero il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), Piano Nazionale della Ricerca (PNR), Piano Nazionale delle Infrastrutture di Ricerca (PNIR). Tutti documenti che anche noi, come amministrazione pubblica, produciamo a livello centrale o dipartimentale e a cui facciamo riferimento per la programmazione e la gestione delle attività.
“L’obiettivo – così si legge nel Piano - è assicurare una stabile pianificazione dei finanziamenti destinati alla ricerca di base e applicata. Il Piano disciplina, gli obiettivi, le caratteristiche delle attività e dei progetti, le modalità e i tempi di attivazione, la misura delle agevolazioni e dei contributi disponibili, le modalità della loro erogazione, i tempi di definizione delle procedure e delle singole fasi nonché i requisiti di accesso alle risorse, utilizzo e revoca delle stesse, infine le modalità di verifica e sorveglianza su una corretta e tempestiva attuazione del Piano”.
La tipologia delle risorse
Con la programmazione triennale ciò che cambia rispetto ai precedenti programmi di finanziamento è il metodo perché sin da principio e per un triennio (2026-2028) si conosce l’entità del finanziamento riservato.
Un primo tassello è rappresentato dall’apertura dei bandi PRIN 2026 e PRIN 2026 Hybrid, che mettono a disposizione rispettivamente 260 e 57 milioni di euro e si configurano come uno dei principali canali di finanziamento della ricerca accademica nazionale per il prossimo triennio. Il nuovo PRIN 2026 si differenzia significativamente dalle precedenti edizioni, avvicinandosi al modello collaborativo del Pilastro 2 di Horizon Europe. I progetti devono infatti essere sviluppati da gruppi di ricerca composti da un minimo di quattro a un massimo di sei unità appartenenti a istituzioni differenti, incentivando così la costruzione di reti nazionali e la cooperazione interdisciplinare. Nel caso del PRIN 2026 Hybrid, questa impostazione è ulteriormente accentuata dalla presenza di tematiche interdisciplinari predefinite, sulle quali le proposte devono necessariamente concentrarsi.
Accanto ai PRIN, il Piano Triennale prevede il consolidamento del Fondo Italiano per la Scienza (FIS), introdotto nel 2021 e chiaramente ispirato al modello dello European Research Council (ERC) e richiama quindi il Pilastro 1 di Horizon Europe, dedicato alla ricerca d’eccellenza individuale. Il FIS adotta una logica centrata sulla figura del Principal Investigator (PI). In questo quadro, il Piano prevede per il 2027 un bando FIS Starting da 100 milioni di euro, rivolto a ricercatori e ricercatrici nelle prime fasi della carriera, e per il 2028 bandi FIS Consolidator e Advanced per ulteriori 130 milioni di euro.
A completare questo assetto interviene anche il nuovo Synergy Grant 2026 che mette a disposizione 50 milioni di euro per progetti di ricerca applicata ad elevato Technology Readiness Level (TRL), sviluppati in stretta collaborazione con il sistema industriale. In questo caso, almeno il 51% del costo progettuale deve essere sostenuto da partner industriali. Lo strumento si pone in continuità con l’esperienza dei Centri Nazionali finanziati dal PNRR e richiama, per impostazione, il Pilastro 3 di Horizon Europe, dedicato all’innovazione e al trasferimento tecnologico.
Un ulteriore elemento di interesse del Piano Triennale della Ricerca 2026–2028 riguarda il rafforzamento della partecipazione italiana alle European Partnerships di Horizon Europe, considerate strumenti strategici per l’allineamento delle priorità scientifiche e industriali tra Commissione europea, Stati membri e soggetti pubblici e privati. In questo quadro, il Ministero intende consolidare il sostegno nazionale alle iniziative europee co-finanziate, assicurando continuità di investimento e adeguati livelli di cofinanziamento attraverso il Fondo FIRST. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante anche per il nostro Dipartimento, attivamente coinvolto nella European Partnership on Animal Health and Welfare (EUP AH&W), poiché conferma la volontà di rafforzare nel medio periodo la presenza italiana nei partenariati europei e nelle relative call transnazionali, favorendo così opportunità di collaborazione internazionale, networking scientifico e accesso coordinato ai finanziamenti europei.
Si legge nel piano come le diverse fonti di finanziamento quali: Fondo di Investimento per la Ricerca Scientifica e Tecnologica FIRST, Fondo Integrativo Speciale per la Ricerca FISR, Fondo Italiano per la Scienza FIS, Fondo Italiano per le Scienze Applicate FISA, Fondo per la Ricerca in Campo Economico e Sociale FRES, diventino ora parte di un unico bacino denominato Fondo per la Programmazione della Ricerca FPR.
L'immagine allegata sotto, creata attraverso sistemi di AI, illustra attraverso uno schema gli bandi in uscita, le risorse dedicate, gli obiettivi e le connessioni principali con i programmi di finanziamento europei.

